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L' uomo medievale ed il lato oscuro....
                                            della matematica moderna!

In molte culture del medioevo...
Si parla di misteri ed enigmi soprannaturali, impossibili da risolvere se non da un uomo mandato dal divino o come minimo dal fato... Il mistero del sacro Graal..., il mito celtico di re Artù e la sua spada Excalibur, ambientata nel XIII secolo (vuoldire nel 1200) che è possibile forse, si sia sviluppato se non in Inghilterra, proprio in Italia, dopo la morte del cavaliere Galgano, in provincia di Siena a Chiusdino. La leggenda del cavaliere Galgano sembrerebbe una falsariga del racconto celtico della spada conficcata nella roccia, in realtà mai trovata se non nel racconto. A Chiusdino o sul luogo invece, è stata costruita una chiesetta, con una particolare volta dipinta con disegni concentrici bianchi e neri. Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana, ma i dubbi sono rafforzati da una testimonianza incontestabile: non un semplice racconto leggendario, ma... una spada vera risalente al XII secolo è ancora oggi a Chiusdino, conficcata nella roccia!

Invertendo l' eterno corso sull onda.., narriamo di leggende e costumi medievali, solo apparentemente slegati dal contesto del vino, ma in realtà è vero proprio il contrario. La vita di ogni giorno, il consumo del vino, come sì facevano i calcoli in quel tempo, (con un pò di logica e buonsenso). Metteremo a confronto vino e matemetica moderna, con il vino e la matematica del glorioso "tempo dimenticato" .

Ma oggi, la nostra matematica moderna aiuta, o... complica la soluzione di semplici calcoli? da quì nasce un enigma.
Nell antico "periodo dimenticato" la logica ed il buon senso erano vitali per superare difficoltà, per effettuare calcoli e per svelare enigmi e misteri, oltre che per risolvere i problemi della vita reale . Allo stesso modo, un vino doveva essere veramente "speciale" per essere conservato a lungo senza artifizi che ne diminuissero la qualità. Alcune leggende medievali parlano di vini ben conservati per oltre 100 anni!

Nel medioevo, anche se erano già conosciute le 4 operazioni, sì utilizzavano in pratica per la gente comune solo 3 operazioni, la loro utilità era nella risoluzione di problemi pratici (sorti dall'architettura, dal comercio, dall'astronomia, ecc.) Non le 4 operazioni come le conosciamo oggi, ovvero l' addizione, la sottrazione e la divisione, ma non la moltiplicazione. In realtà la moltiplicazione è menzionata già da tempo immemorabile, per esempio, ai tempi di Gesù Cristo, parlando della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma questa moltiplicazione non è menzionata dal Cristo come un fatto normale, bensì è stato un miracolo!
Chiariamo con un semplice esempio: Nel Medioevo era possibile addizionare molte cataste di legna tagliata nel bosco, (+) era possibile anche poi sottrarle portandole via,(-) o dividerle in cataste più piccole (:) ma moltiplicarle... No! Per avere più castaste di legna sì poteva forse andare a raccoglierne altra di legna, andando di nuovo nel bosco ed addizionarle alle già presenti o sottrarre della legna al bosco, o dividerle fra più famiglie ma mai... moltiplicarle! Sarebbe stato un miracolo o un' utopia!

Desideriamo aprire un pò la mente del lettore, al mondo medievale. Una volta i racconti, (dalle leggende alle fiabe) come i calcoli nascevano sulla base di ciò che esiste e non basandosi su cose inesistenti o impossibili nella realtà. Dalla spada (realmente) conficcata nella roccia a Chiusdino, nasce un' ulteriore fondamento sulla grande attenzione e rispetto che noi abbiamo per i trattati enologici medievali, ma anche per le semplici fiabe e leggende.

La semplice ed apparentemente "rassicurante matematica moderna" che studiano i nostri bambini, nasconde senza per nulla prima avvertire, già qualche tratto mistico, o dei veri e propri concetti misteriosi che accomunano e sottointendono come normali operazioni naturali quali la divisione, la sottrazione o la addizione, tre cose possibili... alla "moltiplicazione", che è un concetto già virtuale, nella realtà impossibile, non confondiamo il concetto di multiplo di un numero che corrisponde a molte volte un valore, (3 è un multiplo di 1 perchè corrisponde a 3 volte 1 ma ciò non non è una moltiplicazione di nulla, sì tratta solo di 3 unità. ) La moltiplicazione invece corrisponde a qualcosa che normalmente non può esistere. (Nel caso del Cristo ripetiamo, è stato un Miracolo.) Nel Glorioso periodo "dimenticato" 3 erano le operazioni comunemente utilizzate, nella vita reale era esclusa la moltiplicazione se non nel mondo didattico o nei soli libri di studio.
Un vignaiolo dell' epoca, immaginando di aumentare la quantità della produzione dei propri vini, mai avrebbe pensato di moltiplicare le vigne o le estensioni dei terreni perchè ciò è impossibile, bensì di aggiungerne o addizionare altri terreni con nuove altre vigne, per aumentare la produzione. Insomma, Addizione, non moltiplicazione...
Quanto possiamo fidarci della matematica e degli insegnamenti moderni?

Un semplice racconto ambientato nel medioevo
Inizio del Racconto:
La fanciulla Matilde era una ragazzina benestante e bellissima, vissuta intorno l' anno 1000. In quell' anno i campi diedero i loro frutti ed i raccolti con grande avarizia, quindi, il suo papà, scelse di comperare una scorta di vino per la propria famiglia ed i vicini. In tempo di carestia se ne trovava poco, quindi, ogni Taberna poteva vendere al singolo viandante, non oltre quattro botticelle.
Per comperare le 12 botticelle a lei richieste dal papà insieme al loro vicino, Matilde dovette andare quindi ogni giorno da una Traberna diversa, ed in totale, furono 3 viaggi da ben 3 Taberne o Frasche differenti.
Quando, stanca arrivò a casa l' ultimo giorno, la aspettavano il papa ed il vicino per dividersi gli acquisti a metà, ovvero 12 botticelle, quindi 6 a famiglia.
La piccola Matilde raccontò che prese 4+4+4 = 12 botticelle dalle rispettive 3 Taberne ed il totale era semplice da dividere in parti uguali per le due famiglie, ovvero il totale diviso due. L' operazione corrisponde a 4+4+4 : 2 = 6 (uguale a sei botticelle a famiglia) ... e tutti si felicitarono dei calcoli della piccola Matilde, bevvero buon vino e vissero felici e contenti!

E da notare che Matilde non ha usato ne conosceva neanche l' operazione della moltiplicazione, perchè... non le serviva..!

Il papà di matilde, che non sapeva bene ne leggere ne scrivere, non per umiliarla, ma per dare ad intendere che ne sapeva anche lui... di matematica, al vicino disse: 4 botticelle in 3 frasche o Taberne, fanno un totale di 12 botticelle diviso 2 ne darò 6 a te, buon vicino, e 6 rimarranno a me. Bravo anche questo papà (forse analfabeta) perchè ha rispettato il principio dell equità ed ha diviso a modo suo, equamente un acquisto, evitando bene di menzionare impossibili moltiplicazioni seppure ha formulato il calcolo un pò a modo suo. ( Un professore moderno scriverebbe: 4X3 = 12... ma ciò... non è mai avvenuto perchè Matilde è andata in ben 3 taberne addizionando 4 botticelle con fatica, da ciascuna Taberna o Frasca, non le ha moltiplicate con una bacchetta magica!)

Allora l' enigma ancora non esisteva, per questo loro... sì divisero il vino equamente e vissero felici e contenti.

Ma in quel periodo X° ed XI° secolo, nasceva la matemtica moderna, l' algebra e le equazioni. (L' algebra sì crede nasca in oriente già nell VIII secolo d.C. ed alcuni testi orientali verranno tradotti in latino appena nel XII secolo.)
Nessuno usava algebra ed equazioni tra la gente comune, per evitare fraintendimenti (quella, è la matematica del futuro e che si usa oggi) non quella di allora, la quale aggiungeva alla logica e collaudata matematica delle 3 operazioni del mondo medievale, nuove regole che avrebbero dovuto aiutare l' uomo per futuri calcoli o analisi complesse.
Una, forse la prima fra tutte queste nuove regole è che nel calcolo complesso o algebrico, entrava prepotente la Moltiplicazione (x) e sì doveva svolgere prioritariamente (o prima) le operazioni di moltiplicazione e divisione ( il x ed il : ) per intendersi e solamente dopo, o in fase successiva bisognava svolgere le addizioni e le sottrazioni. ( il + ed il - ) per intenderci.

Questa regola, benchè controversa, sì insegna ad oggi in quasi tutte le scuole ed università moderne!
Cosa successe?
La fanciulla Matilde, riusci ad acquistare ed a dividere il vino per le due famiglie dando pace e felicità al papà ed ai vicini con la sua giustizia ed equità... non conoscendo nessuna di queste nuove regole... il racconto prosegue...

Un misterioso e fosco professore venuto dalla città, che ha studiato in scuole facoltose e considerato un luminare in matematica, il giorno seguente, venne a scuola, parlò a Matilde della moltiplicazione e dell' algebra, ed inoltre le disse:
Per il calcolo dell' operazione 4 + 4 + 4 : 2 devi svolgere prima la divisione ( ossia l' ultimo 4:2 ) = 2 e solo dopo fare il resto del calcolo.
Così fece Matilde senza pensarci sù, accettando con fede l'argomento della moltiplicazione (perchè ne aveva parlato il professore ed anche il Cristo con il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.) Andò subito dal suo papà, con il nuovo risultato.
Quindi non più 4 + 4 + 4 : 2  ma  4 + 4 + 2 (2 è il risultato dell ultimo 4 diviso 2.) Questa operazione, (applicando le nuove regole algebriche), da però il risultato di 10 anzichè 12.
Il papà di Matilde, confuso ed intimorito dalla dichiarazione del professore, chiese umilmente alla ragazzina, ...a chi darò la metà di 10 botticelle (che sono solo 5), se ne parlo al vicino si accorgerà che me ne rimangono ben di più, ovvero 7. (5+7 =12) se lascio a lui le 7 botticelle, e mi ripagherà la metà del denaro, credo proprio che ci rimetterò!

Matilde, era ignorante ma.. non stupida...! Sì rese ben presto da sola conto, (contrariamente a quanto espone la regola algebrica) che non avrebbe mai potuto dividere nulla tra le due famiglie se non avesse prima addizionato o accumulato con i suoi numerosi viaggi, tutte le botticelle per poi dividerle con i vicini. Nonostante la sua grande fede in Cristo Gesù, sapeva inoltre, di non potere moltiplicare le botticelle, perchè (lei) non poteva compiere i miracoli!
Scioccata per quei nuovi misteriosi ed ingiusti risultati venuti dagli inseganti facoltosi delle regole matematiche moderne... smise di andare a scuola ed iniziò ad aiutare il padre in vigna e nei campi... !
Fine del racconto!


Il racconto smaschera il fatto che la priorità delle divisioni e delle moltiplicazioni rispetto alle sottrazioni ed addizioni, come il "miracolo" di moltiplicare, appicato al mondo reale, (a parte i miracoli del Cristo,) sono entrambi insegnamenti errati. La realtà, come testimonia il racconto, attesta che è obbligatorio rispettare la consequenzialità temporale delle operazioni per arrivare ad un risultato corretto!

E vero che il tempo è relativo, ma nella umile e semplice vita reale medievale, come anche in quella moderna, un impresa di sgombero neve, per pronosticare il prezzo di uno sgombero di neve durante una nevicata, dovrebbe fornire un preventivo differente a seconda dell' ora di messa in azione dei propri mezzi, ovvero, dovrebbe rispettare la consequenzialità del tempo per fornire un preventivo affidabile e preciso. Chi non capisce, crediamo che , semplicemente non lo desidera....

A questo punto, prende reale forma forse, qualche dubbio sulla fondatezza di alcune regole moderne che si insegnano nelle scuole, ed in modo sia pure istintivo, ha ragione di nascere un sospetto che può indurre forse, a diffidare dal presente e dalle nuove regole... E... aggiungiamo noi.., dovrebbe indurre a cercare conferme e verità dal collaudato e reale passato, perchè è il passato che contiene ciò che è veramente accaduto ... Il passato è portatore della autentica conoscenza della storia, dell'umanità e dei cicli della natura e inoltre... il passato contiene preziosi precetti su come fare il vino e... i più bei Ricordi, di profumi, aromi... di sensazioni che oggi, forse non si provano più! . Non centra questa parentesi? C'entra..., non come una questione di vita o di morte, ma solo di vita....!

Sta all' uomo moderno scegliere , se voler ascoltare il passato, voler veramente riscoprire e re-imparare da quell' enorme bagaglio di conoscenza, e... se vuole veramente adottarne i suoi aneddoti e consigli per poter riprovare ancora le sensazioni di quel passato! Un vino riposato in botti di quercia non si può comparare con un vino fatto in poche ore con vinificatori industriali. Noi non "lo diciamo semplicemente" questo, ma... lo crediamo e, lontani da moderni inganni tecnologici, cerchiamo di far rivivere quel passato, proprio pubblicando quegli antichi insegnamenti e consigli ! Qualche ragionevole spunto di riflessione, in questo racconto, già esiste...!

Non desideriamo che passi il messaggio di evitare l' istruzione. L' istruzione è una cosa molto importante!
E semmai nell' impiego di un valido filtro, sì... di un giusto filtro per una corretta ed utile istruzione da quella inutile e dannosa, che è opportuno concentrarsi.
Come il filtro a sacco in canapa era utile nel filtrare il vino medievale, consideriamo superfluo e dannoso filtrare a sterile i vini moderni.
Un un terreno sterile o una pianta sterile sono forse qualcosa di positivo? Anche nel nostro intestino ( che non è sterile,) la flora batterica aiuta la digestione ed è indispensabile alla nostra salute. Seppure la sterilizzazione ha i propri campi di doverosa applicazone, essa è e rimane un concetto negativo sia nel ciclo della vita che nella produzione dei vini di qualità!

Nel caso specifico della matematica, una moderna convenzione ha creato praticamente un errore su un calcolo semplice.
Se un semplice calcolo mediante moderni concetti matematici può trarre in inganno,.. di quanti inganni potrebbe l' uomo moderno essere vittima? E quale immenso valore è nascosto nella sapienza medievale, ignorata dalla moderna industria del vino?

Qualche professore seganla... che il problema nella sua interezza in algebra non lo sì risolve senza riconoscere la priorità delle moltiplicazioni e divisioni, usando solo la CONSEQUENZIALITA’ delle operazioni, (come nel medioevo fu). Ovvero come ha fatto la giovane Matilde.
Noi comunque crediamo a Matilde e non ai professori!
Inoltre crediamo ai manoscritti medievali che riteniamo più sani e più "veri" delle tecniche enolgiche moderne!

A chi crede invece ai professori, e crede inoltre che solo gli ignoranti e gli "indegni" non capiscono... suggeriamo di leggersi la Fiaba "I vestiti nuovi dell'imperatore" di Hans Christian Andersen.

Il medioevo, è stato un periodo di confronto di forze, a volte spietato, raramente con qualche colpo basso, ma in generale sicuramente molto più cavalleresco, più sincero e più vero del presente, vale lo stesso anche riguardo il tema del gusto e dei sapori.

Gusto e sapori.
Le varietà genetica delle sementi e dei prodotti agricoli in genere, sono un inestimabile valore che dovrebbe rimanere eterno e che invece, tende a scomparire negli ultimi decenni perchè in agricoltura viene privilegiata là quantità commerciale prodotta da una varietà di pianta (non solo dalle multinazionali) e viene invece dimenticata la qualità organolettica, il gusto ed altre proprietà utili alla salute umana.

La varietà genetica è un valore che viene attaccato oggi, nel peggiore dei modi dalle grandi aziende o industria alimentare, in guerra per vendere i propri prodotti, eliminare la varietà che è sinonimo di concorrenza ed imporre l' omologazione dei gusti. OGM rifiutati dalla popolazione, sono entrati a forza, a far parte della catena alimentare umana ed animale. Industrie semenziere aumentano i profitti obbligando le aziende agricole a usare i loro semi "certificati"... altrimenti, "niente contributi della comunità europea"!! Sì! Costringono i coltivatori diretti con pretestuose certificazioni che in realtà rispondono ad un obbligo nel preciso ed esclusivo interesse economico di poche multinazionali! Si distrugge così, insieme alla concorrenza, sia la varietà genetica che la varietà dei gusti!


Il fatto è che noi crediamo che anche la salute umana ed animale ne vada di mezzo... e c'è ne siano molti di errori ed inganni nella modernità, non solo questo, molti di più e di più grandi! Anche per questo amiamo il Medioevo con i suoi costumi, le credenze, gli usi, ed inseguiamo il sogno di riprodurre da decaloghi e precetti, i suoi vini...!
Riteniamo che l' uomo medievale era veramente più vicino alla natura con i suoi cicli colturali e stagionali, e per le medesime ragioni forse, anche più vicino al divino, che corrisponde ad una più piena coscenza umana, conoscenza ed anche rispetto della terra!

Non per semplice tradizione quindi, ma per avvicinarci realmente al mondo ed al gusto medievale, e perchè riteniamo che la cultura, la filosofia e gli antichi valori del glorioso "periodo dimenticato" siano migliori, facciamo il possibile per reinterpretare fedelmente nei nostri scritti quegli antichi precetti!

“ La ragione ci trae in inganno
più spesso della natura. ”

Luc de Clapiers de Vauvenargues (1715 – 1747)


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